ATTIVITA' ARTIGIANALI


IL SARTO E IL BARBIERE




Fino agli anni ’70 nei nostri paesi la bottega del sarto e barbiere “la poteja re lo barbiere” svolgeva anche una funzione sociale essendo uno dei luoghi di aggregazione più gettonati e frequentati, specie dalle persone anziane che vi trascorrevano spesse volte gran parte del loro tempo.
Il passatempo preferito, al di là di quello trascorso a consigliare o commentare i tagli dei clienti alla Mascagni, alla Rodolfo Valentino, alla Umberto, caruso e a chiacchierare del più e del meno, era il gioco delle carte, spesso motivo di accesi dibattiti, che coinvolgevano sovente anche il titolare abituato peraltro a svolgere un secondo mestiere che quasi sempre era quello del sarto.
Negli anni 1940-50 i maestri barbieri più conosciuti erano: Masto Arcangelo e Mariniello re uocchi re omma (al Freddano), Masto Regnabile (in Piazza Roma), Angelo Pietri (alla Pozzella), Masto Limpio re Alessio seguiti anni più tardi da Mariuccio re Otta-Otta, Alessio Masucci (al Freddano), Ciccìllo re Minicandonio (alla Spiezzeria), ’Ngillo re Scambolavita (alla Pozzella).
Questi, di regola, prestavano la loro attività unicamente per i bisogni maschili. Le donne, diversamente da quanto accade oggi, preferivano o “dovevano” portare acconciature, che favorivano la lunghezza delle proprie chiome (queste quanto più lunghe erano tanto più erano apprezzate dagli uomini).
Quanto poi ai peli superflui, non era raro vedere donne anche benestanti, che, tormentate “ra li mustazzi”, erano costrette per pudore o ignoranza a convivere a vita con il loro problema.

Nella sala museale è possibile ammirare: macchine da cucire, ferri da stiro a carbone, bottoni d’epoca, strappe (affilarasoi), rasuli (rasoi), machinette (tosatrici), fuorbici (forbici), pennelli pe la barba (pennelli da barba), borotalco e la pompetta per la brillantina.
Interessante è una bellissima sedia di legno (anno fine 1800)

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