LETTERA APERTA AL DIRETTORE DEL NOTIZIARIO PARROCCHIALE
I NOSTRI QUADRI SEQUESTRATI
Egregio Direttore,
non è mio costume rispondere a scritti o appelli lanciati attraverso le colonne del Vostro notiziario. Però, questa volta, l'argomento è di estrema importanza per cui non è possibile sottacere. L'amico Giuseppe Candela, che cura una delle pagine più belle, in riferimento ai quadri posti nella Chiesa Madre e prelevati dalla Soprintendenza dopo il sisma del 1980, scrive quanto segue:
I nostri quadri sequestrati. E' percorribile una strada che possa restituirci le opere in questione? Quanti e quali sforzi bisogna fare per recuperare alla comunità volturarese ciò che le spetta di diritto? Si attendono lumi su una vicenda che incredibilmente e colpevolmente è caduta nell'oblio.
Affermazioni ed interrogativi rivolti agli incolpevoli cittadini e Amministratori Comunali. Peccato che le cose non stiano esattamente cosi, purtroppo. Si, purtroppo, perché se la responsabilità fosse stata degli Amministratori Comunali, in questi 23 anni post sisma, ci sarebbero state tante di quelle polemiche che, forse, qualche risultato l'avremmo anche raggiunto. Allora considerato che l'argomento è stato trattato proprio dalle colonne del notiziario parrocchiale è giusto che si faccia un po' di chiarezza , su una vicenda che si sta trascinando ormai da troppi anni, e che vede in gioco la nostra cultura e un patrimonio valutato all'incirca ventimilioni di euro.
Il caso ha voluto che nel mese di novembre 2002 ero presente alla visita pastorale che il nostro amatissimo Arcivescovo S.E. Salvatore Nunnari fece all'Amministrazione Comunale. Tra i tanti argomenti si parlò anche del recupero dei quadri in questione. Nell'occasione il Sindaco, Edmondo Marra, sollecitò l'Arcivescovo a fare richiesta presso gli organi competenti affinché i quadri ritornassero alla comunità di Volturara. Il Sindaco, pur di vedere realizzato questo sogno, si impegnò a collaborare con la Parrocchia, anche economicamente. Aggiunse, inoltre, che era disposto a chiedere al Comando dei Carabinieri una stanza, all'interno della caserma, dove poter custodire le opere. L'importante era recuperare il patrimonio per la comunità di Volturara. L'Arcivescovo Nunnari assicurò il Sindaco e i presenti che non ci sarebbe stato nessuno ostalo a far tornare i quadri. Anzi, tenne a sottolineare che appena tornato in Curia avrebbe interessato l'ufficio preposto per inoltrare pratica alla Soprintendenza Ero cosi contento dell'esito positivo della riunione, nell'occasione era emersa la consapevolezza di lavorare tutti insieme nell'interesse del paese, che accettai l'invito a collaborare per seguire l'iter della pratica. Devo confessare con molta amarezza che, nonostante abbia avuto vari incontri con il Parroco Don Antonio Stradiotti, con il Sindaco Edmondo Marra, con l'Assessore alla Cultura Genuino Di Meo e con i responsabili della Soprintendenza ai Beni Artistici e Culturali di Salerno e Avellino, non sono riuscito a capire il motivo per cui la Curia non ha inoltrato richiesta per il recupero dei quadri, depositati presso la Certosa di Padula.
Comunque, per maggiore chiarezza verso i lettori, trascrivo qui di seguito quanto ho potuto verificare in questi mesi:
1) La proprietà dei quadri è della Parrocchia;
2) La richiesta alla Soprintendenza deve essere inoltrata dalla Parrocchia, attraverso l'ufficio
preposto della Curia;
3) Nessuna iniziativa può essere intrapresa dall'Amministrazione Comunale se non quella di un
garbato
sollecito al Parroco e all'Arcivescovo;
4) Recuperare i quadri non è impresa difficile, come si è sempre sostenuto, è sufficiente disporre di un luogo idoneo con le relative misure di sicurezza;
5) Ho riscontrato la massima disponibilità e sensibilità da parte dell'Amministrazione Comunale
e dei dirigenti della Soprintendenza di Avellino e Salerno.
Caro direttore,
poiché questo mio scritto vuole essere un contributo alla ricerca della verità e, nel contempo, collaborare alla risoluzione del problema, spero solo che il mio pensiero non venga strumentalizzato per polemizzare su un argomento che, al contrario, va risolto con chiarezza, impegno e serietà. Come? Io penso che la strada da percorrere sia più semplice di quanto si possa immaginare. Innanzitutto è necessario predisporre un luogo sicuro per esporre le opere e, successivamente, inoltrare istanza alla Soprintendenza dei Beni Artistici di Avellino e Salerno, da parte della Parrocchia, attraverso l'ufficio preposto della Curia.
Si dirà, ma con quali fondi si dovrà allestire la sala per accogliere le opere? Questo è un altro problema, esclusivamente di natura economico, che nessuno ci ha fatto mai sapere né tantomeno ricordo appelli dell'amico Candela in tal senso.
Comunque se vi è la volontà di recuperare " i nostri quadri sequestrati", per arricchire il nostro paese di un bene di inestimabile valore, anche il fattore economico è risolvibile. E' necessario che l'amico Candela, sensibile quanto me al recupero dei quadri, si adoperi, nel più breve tempo possibile, ad organizzare una pubblica assemblea con la partecipazione dell'Arcivescovo, del Parroco, del Sindaco e della Soprintendenza. In tale sede si può anche pensare di costituire un comitato che si occupi di raccogliere i fondi necessari a sistemare il locale dove poter ospitare le opere.
Sicuro che questa mia venga pubblicata sul prossimo notiziario, invio cordiali saluti.
Volturara, 01 settembre 2003
ANTONIO MARRA Presidente Associazione Il Tiglio onlus
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